In tutta Europa si stanno diffondendo tecnologie di sorveglianza biometrica, come il riconoscimento facciale, che mettono a rischio le nostre libertà fondamentali.
Molto spesso queste tecnologie sono usate nelle città all'insaputa dei cittadini, senza alcuna trasparenza, e senza un'adeguata valutazione dei rischi per le persone.
Insieme ai nostri partner europei e nazionali chiediamo:
Trasparenza
Vogliamo trasparenza sullo sviluppo e uso delle tecnologie per la sorveglianza biometrica.
Rispetto dei diritti umani
La sorveglianza biometrica è un pericolo concreto per le nostre libertà fondamentali.
Limiti chiari
Chiediamo di vietare le attività e tecnologie che mettono in pericolo i diritti e libertà delle persone.
Accountability
La normativa europea prevede già dei limiti per l'uso di queste tecnologie.
Chiediamo che le istituzioni pubbliche siano in grado di dimostrare il rispetto della legge prima e durante l'introduzione di sistemi di sorveglianza biometrica.
La sorveglianza biometrica, come il riconoscimento facciale, trasforma ogni cittadino in un codice a barre coi piedi.
Secondo il nostro ordinamento giuridico nessuno può essere sottoposto a sorveglianza senza gravi indizi di reato.
La sorveglianza biometrica ribalta questo principio: ogni persona è osservata, monitorata, e schedata alla ricerca di comportamenti "sospetti".
Chi decide cos'è un "comportamento sospetto"? Quali sono i parametri utilizzati? In che modo i cittadini possono tutelarsi da abusi e violazioni?
Queste sono domande a cui vogliamo avere risposta.
La situazione italiana
Anche in Italia si stanno già diffondendo questi sistemi di sorveglianza biometrica, sotto il pretesto della maggiore sicurezza.
L’uso di questi strumenti da parte dei Comuni italiani, senza una legge di autorizzazione che preveda specifiche e appropriate misure di tutela per i diritti fondamentali delle persone, è illecito.
Como
Il comune di Como è noto per aver installato, in violazione di legge, dei sistemi di videosorveglianza con riconoscimento facciale.
Il Garante per la protezione dei dati è già intervenuto, obbligando il comune a disattivare gli impianti per assenza di autorizzazione di legge.
Questo non significa che la questione sia risolta. La tecnologia è stata già acquistata, e prima o poi arriverà un'autorizzazione di legge.
I rischi per le persone restano.
Udine
Dai documenti ottenuti si legge che una delle principali finalità del sistema di sorveglianza biometrica è quello di segnalare in tempo reale la presenza di individui sospetti e di ricostruirne i movimenti.
Anche a Udine è in programma di installare numerose telecamere con riconoscimento facciale. Il progetto è stato già autorizzato con delibera del 18 giugno 2020.
Privacy Network ha già richiesto la documentazione grazie ad un'istanza di accesso civico (FOIA), che è in corso di esame.
Torino
Anche la città di Torino si sta dotando di sistemi di videosorveglianza intelligente, che permetteranno di identificare in tempo reale le persone sulla base di elementi identificativi specifici.
Attraverso questi sistemi sarà in grado di prevedere i comportamenti e gli spostamenti di gruppi di persone all'interno della città, come in caso di manifestazioni.
Anche per Torino Privacy Network ha già ottenuto la documentazione, in corso di esame.
Vuoi saperne di più?
Guarda il video dell'evento di Privacy Network del 16 dicembre 2020.
Vuoi contribuire attivamente?
Visita il sito web della campagna Reclaim Your Face
La sorveglianza biometrica è un pericolo per l'umanità intera.
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Il riconoscimento facciale è una tecnologia innovativa, con molti ambiti di applicazione - e altrettanti rischi per le persone.
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