
Peter Thiel, fondatore di PayPal e presidente di Palantir, gigante globale dell’analisi dei dati e delle tecnologie di sorveglianza, è stato recentemente a Roma per partecipare a un ciclo di conferenze sull’Anticristo, organizzato dall’associazione culturale Vincenzo Gioberti e dal Cluny Institute della Catholic University of America. Location riservata fino all’inizio degli incontri e partecipanti selezionati.
Già questo basterebbe a suscitare qualche perplessità: un miliardario della tecnologia, noto per le sue posizioni critiche verso la democrazia e ostile a regolamentazioni e controlli — considerati da lui il vero “male” — che arriva in Italia per parlare di religione e Anticristo. Ma le sorprese non finiscono qui. Thiel, infatti, non si muove tra Europa e Stati Uniti solo per motivi “teologici”. I suoi spostamenti sono anche funzionali a rafforzare relazioni economiche e istituzionali strategiche per Palantir.
In Italia, un’inchiesta di Michelangelo Mecchia e Chiara Sgreccia per Domani ha ricostruito una rete di rapporti attiva da oltre dieci anni. Tra i soggetti coinvolti figurano il Policlinico Gemelli, che nel 2023 ha siglato un accordo per la gestione e l’analisi dei dati clinici su larga scala; il gruppo Fedrigoni, attivo nel packaging, che ha avviato una partnership con l’azienda; e Sogei, società del ministero dell’Economia e delle Finanze, con una commessa da circa 50 mila euro.
A questo quadro si aggiungerebbe, secondo quanto riportato da Il Messaggero, un’interlocuzione riservata avviata a gennaio 2026 tra Palantir e i vertici della Polizia di Stato. La proposta riguarderebbe l’acquisto di un software di intelligenza artificiale per il contrasto al terrorismo, basato sull’incrocio di dati sensibili della Digos. Il contratto, dal valore stimato di venti milioni di euro per quattro anni, sarebbe però fermo per la posizione prudente del Viminale e di Palazzo Chigi, orientati a non procedere senza una gara pubblica.
Il rapporto più rilevante resta però quello con il ministero della Difesa. Dall’analisi di documenti, relazioni parlamentari e atti amministrativi emerge una serie di contratti e bandi gestiti da Teledife — la Direzione informatica del ministero — relativi al “programma Palantir” e alla fornitura di software e nuove funzionalità, per un valore complessivo di diversi milioni di euro.
Tra questi, figura anche una procedura negoziata e secretata del 2024: un contratto di cui non sono noti né durata né aggiudicatario, ufficialmente per ragioni di sicurezza. Tuttavia, alcuni elementi portano a ricondurlo con buona probabilità a Palantir, anche per il riferimento alla licenza d’uso di “Gotham”, uno dei prodotti principali dell’azienda.
Gotham, un software particolarmente controverso
Gotham è utilizzato da forze armate, servizi di intelligence e agenzie di sicurezza per integrare e analizzare grandi quantità di dati provenienti da fonti eterogenee — registri amministrativi, dati biometrici e di geolocalizzazione, informazioni raccolte online — con l’obiettivo di supportare operazioni investigative e militari.
Secondo diverse fonti, sarebbe stato impiegato dall’ICE, l’agenzia federale statunitense per l’immigrazione, per identificare e localizzare persone migranti da fermare e deportare. Il suo utilizzo è stato inoltre associato a operazioni militari e di intelligence in diversi contesti internazionali (dall’esercito israeliano a Gaza, per catturare il presidente Nicolás Maduro in Venezuela e individuare la guida suprema Ali Khamenei in Iran).
Le criticità non riguardano solo gli ambiti di utilizzo, ma anche la scarsa trasparenza: non è chiaro quali dati vengano effettivamente integrati né secondo quali criteri siano messi in relazione. Questo si traduce in rischi concreti per la privacy e i diritti fondamentali, poiché persone possono essere prese di mira sulla base di semplici correlazioni tra dati. A ciò si aggiunge il rischio che informazioni sensibili possano essere accessibili a soggetti esterni al contesto nazionale.
Come membri attivi della Rete Diritti Umani Digitali e promotori della campagna #SorveglianzaZero, da anni lavoriamo per contrastare la diffusione di tecnologie che mettono a rischio le libertà fondamentali. Per questo guardiamo con preoccupazione agli accordi tra il Governo italiano e un’azienda che opera in un settore tanto invasivo quanto opaco come quello della sorveglianza.
Trasparenza cercasi: le domande senza risposta al ministro Crosetto
AVS e PD hanno presentato un’interrogazione parlamentare sui rapporti tra il ministero della Difesa e Peter Thiel, ma dal Governo non sono ancora arrivate risposte.
Anche noi abbiamo alcune domande per il ministro Guido Crosetto: che fine ha fatto il Registro della Trasparenza previsto dal decreto ministeriale che regola i rapporti tra il personale della Difesa e il settore industriale? Questo strumento renderebbe possibile — anzi, obbligatorio — tracciare gli incontri tra portatori di interessi e rappresentanti del ministero.
Il decreto, tuttavia, esclude di fatto le cariche politiche dalla definizione di “personale”, lasciando fuori figure chiave come il ministro e i sottosegretari. Una lacuna che andrebbe colmata per rendere il Registro davvero efficace. Anche una sua attivazione limitata ai vertici tecnici e militari rappresenterebbe comunque un primo passo fondamentale verso maggiore trasparenza.
La società civile ha il diritto di sapere chi incontra le istituzioni, soprattutto quando si tratta di attori controversi come Peter Thiel e la sua azienda. Quale momento migliore per dare seguito agli impegni presi, ministro?
Al di là dei singoli strumenti, questa vicenda evidenzia l’urgenza di una legge organica sul lobbying. Serve un quadro normativo che renda obbligatoria, per tutti i rappresentanti delle istituzioni, la comunicazione sistematica degli incontri con i portatori di interessi. Solo una trasparenza diffusa può garantire che le decisioni pubbliche non vengano influenzate nell’ombra, assicurando a cittadine e cittadini piena visibilità su chi orienta le scelte del Paese.








